Calcio
Napoli-Parma, prezzi troppo alti. I tifosi gialloblu: “Disertiamo il San Paolo”
I supporters della squadra allenata da D’Aversa, a causa del prezzo troppo elevato dei tagliandi destinati al settore ospiti, hanno deciso di non seguire la compagine nella trasferta al San Paolo
Napoli-Parma del prossimo turno di Serie A si preannuncia infuocata su diversi fronti. Per quanto riguarda i padroni di casa, sono reduci da uno scossone sulla panchina, che ha visto l’avvicendamento tra Ancelotti e Gattuso, mentre per gli ospiti, i tifosi gialloblu hanno deciso di disertare lo stadio a causa dei prezzi troppo alti dei biglietti.
Napoli-Parma, tifosi gialloblu disertano lo stadio per i prezzi troppo alti dei biglietti
I supporters del Parma hanno fatto sapere, tramite un comunicato congiunto di tutti i gruppi organizzati, di essere intenzionati a non seguire la squadra in trasferta. Il motivo? Il prezzo dei biglietti per il settore ospiti, troppo alto .
Hanno motivato così la loro decisione di non sostenere la compagine gialloblu al San Paolo di Napoli.
“Il limite di tolleranza è stato ampiamente superato, in un vortice di pazzia in cui il tifoso sta perdendo progressivamente ogni suo minimo diritto. L’ultimo schiaffo è stato lunedì mattina, quando sono usciti i prezzi del settore ospiti di Napoli: 40 € (39.50 + 0.50 di prevendita)! In uno stadio abbandonato alla fatiscenza da decenni, che solo un anno fa costava esattamente la metà, 20 € (19.50 + 0.50 di prevendita). In tanti tra i tifosi che volevano seguire il Parma in terra partenopea han detto BASTA! Una famiglia spenderebbe 160 € solo di biglietti di settore ospiti, oltre al viaggio“.
Concludendo così: “Tutta la tifoseria parmigiana organizzata, Boys Parma, Centro di Coordinamento Parma Clubs e Danè ha deciso quindi di unirsi e protestare con forza contro questo ennesimo ‘furto legalizzato’, non partecipando alla trasferta al San Paolo. Tutti sanno quanto questo può costarci, quanto la trasferta a seguito del Parma sia sempre stata una prerogativa del tifoso passionale, ma in questo preciso contesto storico pensiamo ci siano cose molto più importanti, come la nostra dignità di tifosi e cittadini, in nessun caso tutelati dalle istituzioni sportive. Per questo abbiamo deciso di comune accordo di non piegarci più a questi soprusi ed iniziare a forme di protesta anche estreme come questa. E nel caso tra un mese a Torino si ripetano i 45 € dello scorso anno, valuteremo identica risposta“.