Costume
T-shirt, storia ed evoluzione: da semplice indumento di biancheria a vero e proprio capo di tendenza
Ormai capo unisex per eccellenza, affonda le sue radici addirittura nel Medioevo quando, realizzata in lino o cotone, svolgeva il ruolo di proteggere la pelle dal diretto contatto con abiti pesanti. Un’epopea tutta da raccontare
Oggi è un capo trendy ma, un tempo, era un semplice indumento di biancheria indossato dagli uomini al di sotto dei pesanti abiti da lavoro: la T-shirt, nella sua evoluzione, ha davvero molte storie da raccontare.
Ormai capo unisex per eccellenza, affonda le sue radici addirittura nel Medioevo quando, realizzata in lino o cotone, svolgeva il ruolo di proteggere la pelle dal diretto contatto con abiti pesanti.
Fin dall’inizio, la T-shirt deve il suo nome alla forma: un pezzo di stoffa rettangolare cucito a T che terminava con due “code” sulla gamba alta che venivano nascoste all’interno dei pantaloni. Fu nell’Ottocento che vennero rimosse e che la T-shirt assunse la forma con cui oggi la conosciamo.
Se fino a quel momento era appannaggio dei gentiluomini che potevano concedersi uno strato in più, i lavoratori iniziarono a realizzare magliette “fai da te” tagliando lunghezza e maniche alle proprie tute per ottenere più freschezza e libertà di movimento.
Così, le aziende si resero conto di una nascente necessità e diedero il via alla produzione di T-shirt in serie, dal taglio aderente e in una vasta gamma di tessuti, tra cui il jersey.
Ben presto, la marina britannica indossò la maglietta di flanella al di sotto dell’uniforme e successivamente l’equipaggio ottenne il permesso di indossare soltanto quella al lavoro sottocoperta.
Nel 1913 la marina americana adottò la T-shirt in cotone come biancheria ufficiale. Il termine “T-shirt” vede la luce nel 1920 nel romanzo d’esordio di Francis Scott Fitzgerald, “Di qua dal Paradiso”.
Con il trascorrere del tempo, la maglietta in cotone spopola tra gli studenti dei college e gli sportivi e, nel 1938, il brand Sears, Roebuck & Co la pubblicizza come capo a sé stante, ideale per il lavoro, lo sport e il camping all’aria aperta.
Negli anni Cinquanta, la T-shirt si trasforma in una “tela bianca” su cui imprimere infiniti messaggi, da slogan sovversivi, al logo di una rock band oppure di un marchio.
E, ancora oggi, le T-shirt personalizzate economiche sono uno dei capi di abbigliamento più in voga nonché uno dei gadget più utilizzati dalle aziende per veicolare la propria immagine e i propri valori rendendosi subito riconoscibili dal pubblico.